Irina Barancheeva

Iole Tornaghi

Irina Barancheeva

Iole Tornaghi Chaliapina: la sua vita in Russia

Feodor Chaliapin e Iole Tornaghi a Niznij Novgorod, 1896 A Mosca, sul viale Novinsky, è ubicato il palazzotto color giallo pallido sotto un tetto verde: è la Casa-Museo del grande cantante russo Feodor Ivanovich Chaliapin dove lui visse e lavorò dal 1910 al 1922. Per molti anni padrona di questa casa era la prima moglie del celebre basso, la ballerina italiana Iole Tornaghi che dedicò alla Russia sessantaquattro anni della sua vita.
Durante il suo soggiorno in Svizzera nel 1895 il famoso compositore russo Sergej Vassilenko alloggiò in un albergo presso il lago Vierwaldstatter. Sulla terrazza accanto una ragazza sollevava verso il cielo una bambina attirando la sua attenzione:
“Uno, due, tre… in Lago!”
Più tardi lui suonando al pianoforte pezzi musicali: “Russkaja” e “Trepak” di Rubinstein ricevette una sua visita non prevista.
“Il faut danser vite, vite, vite… n’est- ce pas?” – gli chiese.
Si presentò come la ballerina Iole Tornaghi.
L’anno successivo lei, prima ballerina di una compagnia di balletto, venne in Russia su invito del famoso mecenate Savva Mamontov per partecipare insieme alla sua “Opera privata russa” negli spettacoli durante la Fiera nazionale del commercio e d’Arte nella città di Niznij Novgorod. Aveva ventitré anni. Durante il suo primo giorno in terra russa incontrò Feodor Chaliapin, suo futuro sposo, in quei tempi giovane cantante sconosciuto.
Anni dopo Chaliapin scrisse nel suo libro “Pagine della mia vita”: “Tra le ballerine italiane ce n’era una che mi piaceva tanto. Danzava meravigliosamente bene, meglio di tutte le ballerine dei Teatri Imperiali. Era sempre triste. Pensavo che non si trovasse bene in Russia… Durante le prove mi avvicinavo a quella signorina e le dicevo tutte le parole italiane che conoscevo in termini musicali:
- Allegro, andante, religioso, moderato!
Lei sorrideva e di nuovo il suo volto s’avvolgeva di un’ombra di tristezza…”
Ma Chaliapin continuava a corteggiarla. Quando la bella signorina si ammalò le mandò un medico e più tardi si presentò nella sua camera d’albergo con una pentola con il brodo di pollo. Guarita, Iole si trasferì insieme alla sua amica Antonietta nella casa dove alloggiava Chaliapin ed ora avevano il tempo di parlare e di raccontare uno all’altro della loro vita. Iole era affascinata delle qualità artistiche di quel giovane cantante soprattutto quando lo vide nel teatro nella parte del Mugnaio di “Ondina”, opera di A. Dargomyzsky dove Chaliapin si presentava nei panni di un vecchietto folle ed era assolutamente irriconoscibile.
Ballerina Iole Tornaghi Chaliapin, da parte sua, era innamoratissimo della bella ballerina italiana e le dichiarò il suo amore durante la prova generale dell’opera “Evgenij Onegin” di P. Chajkovsky cambiando le parole dell’aria di generale Gremin che recitava e cantò che “amo come pazzo Tornaghi”.
Tre mesi pieni d’amore e di felicità sono passati e gli innamorati hanno dovuto separarsi perché Chaliapin ritornò a San Pietroburgo per impegni musicali come solista del Teatro Imperiale Mariinskij; Iole, invece, doveva rientrare in Italia ma all’ultimo momento Mamontov le fece la proposta di diventare la prima ballerina della sua opera privata a Mosca che Iole accettò con piacere per essere vicino a Chaliapin che, a sua volta, avendo saputo della sua presenza a Mosca lasciò il Teatro Imperiale di San Pietroburgo e si trasferì a Mosca divenendo solista del teatro di Mamontov. In breve tempo, grazie alle sue alte qualità canore divenne famoso per le sue numerose partecipazioni nelle opere del repertorio russo.
E’ logico raccontare di questa donna che ebbe una parte principale nella vita del glorioso basso. La nonna di lei Basilia Tornaghi negli anni della sua giovinezza combatteva sulle barricate di Milano per la liberazione della città dagli austriaci e sosteneva di aver conosciuto Giuseppe Garibaldi. La leggenda familiare racconta anche di una breve storia d’amore avvenuta tra lei e l’eroe nazionale dalla quale nacque una bambina che ricevette, in onore del padre, il nome Giuseppina. Fino ai suoi ultimi giorni Basilia fu una vera patriota e desiderò essere seppellita con i ritratti di suo marito ucciso nella guerra con gli austriaci e di Garibaldi.
Sua figlia Giuseppina Tornaghi dedicò la sua vita all’arte del balletto. Cominciò a danzare al età di dieci anni e divenne famosa. Nel 1879 nel Teatro di Messina ha ricevuto un diploma “Donna Elegante” per la sua grazia di danzatrice. Aveva molti ammiratori e uno di loro, certo barone Ignazio Lo Presti appartenente a nobile famiglia palermitana, divenne suo marito. Il 31 dicembre del 1873 a Roma nacque loro figlia Iole.
Dopo poco tempo, però, i suoi genitori decisero una separazione. La famiglia aristocratica di Lo Presti non aveva approvato quel matrimonio. Iole cresceva con la nonna materna a Milano e probabilmente conosceva poco il suo padre, però non cessava d’amarlo e conservava religiosamente le sue foto.
Come la mamma amava l’arte e aspirava ad essere una famosa ballerina. Cominciò a frequentare una scuola privata di danza e più tardi entrò nella scuola del Teatro alla Scala di Milano, tra gli allievi della nota maestra Voutier. Purtroppo vi rimase soltanto cinque anni per impossibilità economiche dovute, in parte, al trauma fisico alle gambe della madre che fu costretta a non ballare più. Iole, così, non potè fare altro che entrare in una piccola compagnia di balletto di Milano al fine di provvedere al proprio sostentamento e quello della madre.
Malgrado ciò nel 1890 ottenne il primo successo al Teatro “Eden” di Milano dove tra il pubblico stava il famoso coreografo Luigi Manzotti che le applaudì vivamente. Poco dopo Iole ottenne un altro successo al Teatro nazionale di Bucarest e più tardi al teatro “La Fenice” di Venezia e al “San Carlo” di Napoli dove eseguiva i balletti di Luigi Manzotti “Pietro Micca” e “Narenta”.
Nel 1892 Iole ricevette l’invito di un impresario americano di esibirsi negli Stati Uniti presentando la sua arte a New York, Boston e Chicago. I giornali “New York Times” e “Sunday Herald” l’hanno definita come “beautiful Tornaghi” e “primadonna assoluta”.
Negli anni successivi Iole danzava nei teatri d’Italia, Francia e Stati Uniti. Nei 1896-1898 fu la prima ballerina dell’Opera russa di Mamontov di Mosca finché il 27 luglio del 1898 sposò Feodor Chaliapin nella chiesa del villaggio Gagino non lontano da Mosca.
Dopo il matrimonio Iole, ottenuta la cittadinanza russa, divenne ortodossa di religione mutando anche il suo nome secondo le regole dell’Impero Russo, ossia Iola Ignatievna Chaliapina.
Iole e i suoi 5 figli a Mosca, 1910 I giovani sposi si amavano e primi mesi della vita coniugale erano quasi idillici.
Nel 1899 nacque il loro primogenito Igor, adorato dai genitori. Negli anni successivi nacquero le figlie: Irina (suo padrino fu il grande compositore russo Sergej Rachmaninov, caro amico degli Chaliapin) e Lidia.
In quel periodo Chaliapin iniziò a conquistare il pubblico di Mosca e di San Pietroburgo nonché di altre città cantando nei ruoli principali come Boris Godunov, Ivan il Terribile, Mefistofele ed altre opere ottenendo quello strepitoso successo che lo rese famoso grazie alle sue qualità canore e alla sua teatralità.
I successi della sua carriera artistica andarono presto in contraddizione con la vita familiare dovuti in gran parte alla gelosia della moglie per le effusioni delle ammiratrici.
Nel 1903 la loro unione familiare fu colpita dalla morte improvvisa del primogenito Igor di quattro anni che nel corso di tre giorni scomparve per una peritonite acuta lasciando i suoi genitori in profonda angoscia. Iole ebbe il presentimento che la scomparsa del loro “angelo” avrebbe segnato il fallimento totale dei loro rapporti. Infatti, in quei giorni Chaliapin inviò alla moglie una lunghissima lettera in cui l’accusava: “…già da tempo vedo che i tuoi sentimenti nei miei confronti sono spenti…”
Questo fu per Iole un’accusa tremenda e non meritata, come lei sosteneva: “…io visse sempre per te solo e l’unico mio desiderio è che tu ritornassi a me interamente…”
In quel occasione il dissidio fu superato dalle buoni ragioni continuando a vivere tra l’amore e scatti di gelosia reciproci. Nel 1904 nacque un altro figlio, Boris il cui nome gli fu imposto dal padre in onore del suo personaggio teatrale; nel 1905 nacquero i gemelli Tatiana e Feodor. Ma anche questi momenti felici non poterono evitale il fallimento della loro unione.
Nel 1906 Iole si trasferì a Milano con i figli per assistere la madre ammalata mentre Chaliapin cantava in Russia viaggiando da città in città e scrivendo alla moglie dolce lettere. Iole non sapeva che in quel momento nella vita di suo marito era entrata un’altra donna: Maria Petzold sostituendosi a lei.
Iole, tornata in Russia, venne informata dagli amici della doppia vita di Chaliapin ma insieme hanno deciso non distruggere la famiglia per i figli e nascondere la triste realtà dagli occhi dei bambini.
Da parte di Iole era un sacrificio perché non cessò ad amare Chaliapin e quello che sentiva lei è espresso in una lettera al marito dalla Crimea nel 1909: “Dio mio! Che notte! Non posso andare a letto, non mi turba alcun pensiero; mi immagino come devono essere felici quelli che si amano e che amandosi godono della bellezza della natura che eleva gli animi alle grandi passioni e fa vedere loro un lembo d’incomparabile felicità. Senza volerlo sono caduta nel romanticismo. Sono sicura che riderai ma ti assicuro che soffro pensando che per me tutto è già finito. Povera Iole!!!”
Per molti anni agli occhi di tutti Iole Chaliapina rimase la moglie del grande cantante, padrona di una casa ospitale al viale Novinsky dove si riunivano loro amici, grandi artisti, letterati, intellettuali: scrittore Maksim Gorky; pittori Korovin, Serov, Golovin, compositore Rachmaninov, regista Stanislavsky e tanti altri. Furono famose le loro serate musicali che crearono il vero cenacolo. Iole anche organizzava altre serate di beneficenza con la partecipazione del marito e di altri cantanti. Nel 1914 con l’inizio della Grande Guerra Iole e Feodor Chaliapin inaugurarono, primi a Mosca, un ospedale privato per i soldati considerato in quei tempi all’avanguardia. Iole e le figlie Irina e Lidia, compiuti corsi di infermiere, assistevano gli ammalati con viva partecipazione mentre gli altri figli Boris, Tatiana e Feodor leggevano ai soldati giornali e corrispondenza aiutandoli anche nelle lettere ai familiari.
Iole Tornaghi Chaliapina, 1934 Nel 1917 in Russia scoppiò la Rivoluzione d’Ottobre che distrusse il mondo borghese della famiglia sovvertendo ogni canone liberale. Nel 1921 Lidia, seconda figlia degli Chaliapin, lasciò la Russia e nell’anno successivo lo stesso artista abbandonò la sua patria per sempre trasferendosi a Parigi accompagnato dalla seconda famiglia: moglie Maria e figlie Marfa, Marina e Dassia. Iole per un certo periodo di tempo fu indecisa se lasciare Mosca o meno ma vedendo che la situazione in Russia non migliorava si trasferì con la figlia Tatiana a Milano mentre il figlio Feodor-junior preferì vivere con padre a Parigi.
Lidia iniziò ad esibirsi con vivo successo come attrice e cantante in una piccola compagnia teatrale al cabaret “Coq d’Or” di Berlino frequentato in quel tempo da fuoriusciti russi. Aveva una voce bella e profonda e amava cantare melodie russe per godimento dei suoi spettatori tra cui Maksim Gorky.
La vita familiare degli Chaliapin cambiò di molto per tale trasferimento per l’apporto economico dei figli che trovarono lavoro mentre la loro madre Iole perdette i suoi diritti di moglie di Chaliapin il quale si dedicò totalmente all’altra famiglia chiedendo il divorzio da Iole.
In quella situazione Iole si dedicò completamente ai suoi figli. Soffriva per il fallimento della compagnia teatrale di Lidia la quale si trasferì da Berlino a Parigi in cerca di lavoro e anche per le difficoltà nella carriera cinematografica del figlio Feodor che desiderava intraprenderla. Iole, in quel periodo, viveva in Italia con sua figlia Tatiana che fu attrice della compagnia teatrale di Tatiana Pavlova. Però quando l’altro figlio Boris si recò a Parigi da Mosca nel 1925 per svolgere suoi studi artistici di pittore la madre lasciata la figlia Tatiana andò a trovarlo per sostenerlo nella nuova vita parigina. In quel periodo difficile Iole attese invano un aiuto economico del grande artista soffrendo di non riceverne.
Nel 1926 Iole ritornò in Russia dove l’aspettava sua figlia Irina; nell’anno successivo nella stampa sovietica scoppiò uno scandalo a causa della cospicua donazione di 5.000 franchi del cantante per i poveri bambini russi di Parigi. Il Governo di Mosca accusava Chaliapin di tale aiuto per le “organizzazioni dei nemici del potere sovietico” e come conseguenza gli tolse il titolo di “benemerito artista del popolo” espropriandogli, tra l’altro, la sua villa in campagna e l’abitazione sul viale Novinsky trasformata in alloggio comunale dove Iole e la figlia Irina occuparono una camera soltanto.
Nello stesso anno Chaliapin, spinto dalla convivente, ottenne dal tribunale di Mosca l’annullamento del primo matrimonio definendo così ogni rapporto con la moglie.
Come apprese Iole la notizia del avvenuto divorzio lo si recava da una lettera della figlia Irina a suo padre: “Mamma, poverina, è diventata bianca e si è sentita male. Avevo paura perché so che la mamma ha il cuore debole e malato. Quando è ritornata alla vita cercavo di calmarla… Avevo tanto compassione per lei. Per me c’era insopportabile vedere la sua bianca testa inchinata senza forza sulla quale era caduta un’altra, più grave disgrazia”.
Il resto della sua vita (tranne gli anni 1933-1936) Iole è vissuta a Mosca. Nel 1938 muore Chaliapin e per lei fu un’ultima sventura sulla sua vita travagliata. Trascorreva le giornate piangendo e non voleva credere che “il grande Chaliapin fosse già nella tomba”.
Per dieci anni dopo la morte del marito Iole non ricevette alcun sostegno economico per cui fu costretta a svendere oggetti familiari a cui era molto legata. Certe volte riceveva aiuti di vario tipo da sconosciuti ammiratori del marito. Ma durante quel periodo di ristrettezze economiche della nazione e durante la Seconda guerra mondiale allorché l’esercito tedesco era giunto a quaranta chilometri da Mosca lei e la figlia Irina hanno gelosamente conservato tutti gli oggetti appartenuti al grande artista con la speranza di creare un giorno un museo dedicato a lui. Soltanto nel 1948 come moglie di grande basso Iole ricevette una modesta pensione dal governo sovietico.
Feodor Chaliapin, 1931 Nei decenni successivi Iole trascorse la sua tarda età nel conforto dei successi artistici dei figli. Boris divenne famoso ritrattista negli Stati Uniti, collaborando, tra l’altro, alla Rivista “Time” e creato una galleria di ritratti di note personalità del tempo: Rachmaninov, Stravinsky, Toscanini, Horowitz, Jascha Heifetz, Theodore Dreiser, Jacqueline Kennedy, Jurij Gagarin e tanti altri. Il fratello Feodor-junior divenne attore partecipando a numerosi films per la “Hollywood production”. Lidia di contro creò una scuola di canto a New York dove uno dei suoi allievi ricevette il Premio “Feodor Chaliapin” dal Governo degli Stati Uniti.
Irina vivendo a Mosca con la madre fu apprezzata consulente storica dell’attività paterna, molto nota negli ambienti culturali moscoviti, contribuì con le sue donazioni alla creazione di diversi musei dedicati a Chaliapin, in Russia. Ciò valse, oltre tutto, a riabilitazione del genitore.
Nel 1960 il figlio Feodor, informato delle precarie condizioni di salute della madre, la trasferì da Mosca a Roma presso la sua abitazione. Prima di lasciare per sempre la Russia che fu per lei una seconda patria Iole chiese al Ministero della Cultura la realizzazione di un museo presso quella ch’era stata la loro abitazione su viale Novinsky a Mosca.
Alla stazione, alla sua partenza per Roma ricevette l’omaggio floreale di numerosi artisti del Teatro Bolshoj tra cui il famoso cantante di quel tempo Ivan S. Kozlovsky. Il vagone ferroviario ne fu colmo mentre lei portava a Roma un po’ di terra russa.
Cinque anni dopo Iole Tornaghi Chaliapina morì a Roma in casa del figlio e trovò il suo ultimo rifugio nel cimitero “Flaminio Prima Porta” della capitale, sotto l’azzurro cielo della sua bella patria.

Mosca, 1998

Traduzione dal russo dell’A. e di Mario Tornello



Foto:
1.Feodor Chaliapin e Iole Tornaghi a Niznij Novgorod, 1896
2.Ballerina Iole Tornaghi
3.Iole e i suoi 5 figli a Mosca, 1910
4.Iole Tornaghi Chaliapina, 1934. Ritratto di Boris Chaliapin
5.Feodor Chaliapin, 1931. Ritratto di Boris Chaliapin