Bagheriainfo 512

Restaurata a Piazza Garibaldi la pittura murale di Mario Tornello.
Poeta, pittore e scultore bagherese.
L’appassionato ricordo della moglie

Mario Tornello 'Omaggio a Bagheria' Domenica 14 ottobre Bagheria ha reso omaggio alla memoria di uno dei suoi figli migliori, il poeta e pittore Mario Tornello, scomparso a Roma due anni fa. Per iniziativa di una persona che gli fu amico fraterno, il Maestro Carlo Puleo, è stata restaurata “Omaggio a Bagheria”, la pittura murale che campeggia a piazza Garibaldi (il “Piano di Palagonia”) che Tornello dipinse nel 1977, in occasione di una delle sue frequenti visite in città.

Il murale raffigura il “Pilastro” che sta a sinistra di chi, in corso Umberto, ha lo sguardo rivolto alla Matrice. Esso è stato ripulito e ravvivato nei colori là dove erano sbiaditi o resi deboli dal sole e dalle intemperie. Il restauro, completato con uno spray fissativo trasparente, è stato eseguito dallo stesso Maestro Puleo che si è avvalso della collaborazione del figlio Salvatore.

Non sarebbe stato comunque possibile eseguirlo se non fosse intervenuto il maestro Enzo Di Liberto, della Palestra Ling che si è fatto carico della spesa del noleggio del carello elevatore.

All’esecuzione del restauro è stata presente per tutta la mattinata la vedova, la signora Irina Barancheeva, una giornalista russa di vaglia che è stata vicina a Tornello nell’ultimo decennio di vita. Donna bella quanto raffinata, Irina, innamorata del suo Mario, ama la Sicilia di un amore viscerale e non disdegna di intercalare nei suoi discorsi qualche parola siciliana. Si è laureata trattando la tesi di laurea su Pirandello ed è stata allieva di Eugenj Solonovich, traduttore in russo delle poesie di Ignazio Buttitta. Mentre lei ha tradotto nella stessa lingua gran parte dei racconti di Carlo Puleo che sono ospitati nel nostro Settimanale. Tanti i ricordi e gli aneddoti che Irina ci riferisce a cominciare dalla dedica che lo stesso Buttitta, elogiando i colori della pittura di Tornello, vergò su un libro datogli in dono. Vi si legge: “A Mariu, c’arrobba i culura du cielu e du mari e nuddu l’arresta…”

Ha trovato parole belle anche per i bagheresi, in particolare per il maestro Puleo che ha definito “artista generoso e gentile”, e per il vulcanico maestro Di Liberto, un temperamento che le ricorda quello del marito. Chi era Mario Tornello? Pittore, poeta e scrittore, nato a Palermo nel 1927 trascorre a Bagheria, nella casa dei nonni materni in via Truden, l’infanzia e gioventù. Nel 1960 si trasferisce a Roma dove muore il 2 febbraio 2010.

Ha tenuto in note Gallerie italiane e straniere 47 mostre personali e partecipato, su invito, a più di 250 Rassegne d’arte in Italia e all’estero.

E’ ampiamente rappresentato in pubblicazioni specializzate d’arte. Le sue opere si trovano in diverse collezioni private e pubbliche in Italia ed all’estero. Della sua attività artistica hanno scritto i critici importanti: F. Carbone, R. Civello, A. Cremona, R. De Grada, S. Gatto, F. Grasso, R. Guttuso, B. Caruso, E. Mercuri, M. Monteverdi, D. Morosini, S. Orienti, N. Ponente, A. Rigoli, A. Rossi, G. Sternheim, L Venturi, M. Venturoli ed altri.

Irina Barancheeva, in un’appassionata biografia scrive di lui: “Il sentimento della Sicilia, assunto con il latte materno, traspare in tutti gli aspetti della sua arte. Colori, odori, suoni, leggende e detti siciliani, che sono la somma del miscuglio delle tante culture che caratterizzano l’isola, sono stati percepiti dall’artista come assolutamente singolari ed egli con la forza della sua immaginazione, li ha riprodotti su tele e su fogli di carta”.

E aggiunge: “Mario Tornello ha personalità poliedrica. In primis, mi sembra che egli veda il mondo con gli occhi dell’artista-pittore. Critici che hanno scritto di lui, hanno notato la spontaneità della sua creatività. Un’altra caratteristica del suo itinerario artistico è quella di procedere per fasi nel desiderio di trattare i temi più svariati, di elaborarli e perfezionarli, continuando a cercare temi nuovi, soggetti e immagini da “fissare” nei propri lavori. Malgrado la chiara dominante del tema siciliano, che permea tutta la sua creatività, la portata della personalità dell’artista va molto oltre la cornice regionale di appartenenza. La poliedricità propria della pittura del Maestro si estende anche alle altre sfere della sua attività creativa. Può darsi che il desiderio di esprimersi globalmente, di diffondere altrimenti le immagini che riempivano la sua mente negli anni ’60 lo abbia “obbligato” a rivolgersi alla poesia che, senza dubbio, è, da una parte, supplemento e “continuum” della sua pittura, e dall’altra, schiude aspetti nuovi della profondità del suo essere. Anche nella poesia, ma con i mezzi della lingua letteraria, egli cerca nuovamente di esprimere il suo sfrenato e struggente amore per la Sicilia, il fiabesco paese dell’infanzia, dove i suoi “sogni di adolescente si rincorrevano come rondini sul campanile” e “dove gli piacerebbe vivere e morire”.

Rimangono da aggiungere alcune parole sulla sua prosa che è apparsa negli anni ’80 e nella quale egli si manifesta ancora più siciliano che nelle altre due attività. Anche qui Tornello rimane fedele a sé stesso, cimentandosi nei vari generi, per cui, sotto la sua penna, nascono saggi sulla Storia e la Cultura della Sicilia, e racconti del suo recente passato del quale l’autore è stato testimone e schizzi poetici (come sogni d’infanzia!) dove le immagini dei parenti e degli amici crescono fino a portata nazionale mentre la bellezza poetica del paese natio acquista caratteristiche quasi universali.

La conoscenza del poliedrico ed originale mondo creativo di Mario Tornello lascia la sensazione dell’entità e personalità fortemente legate alla cultura del suo paese, del suo piccolo paese natio, e, allo stesso tempo, capace di sollevarsi fino all’universalità della persona umana, all’altezza dello spirito”.

Di Mario Tornello, pittore e poeta, pubblichiamo un giudizio critico di Aurelio Rigoli e di Aldo Gerbino. In un futuro prossimo il Settimanale ospiterà la biografia scritta dallo stesso Tornello e alcuni racconti.


Aurelio Rigoli: “L’artista non è mai venuto meno al canone della libera personale interpretazione della realtà; e nella riproduzione di essa ha espresso sempre i suoi interni stati di animo: sia quando ha dipinto le “miniere di zolfo”, o i quartieri meno riprodotti di Parigi, ma più toccanti la sua sensibilità; sia quando ha dipinto i tipici cortili di determinati ambienti siciliani, o le brune campagne dell’isola, le chiese, le fabbriche, fino alle tipiche figure dei venditori ambulanti, dei minatori, delle cucitrici etc.


Aldo Gerbino: “L’isola è una condizione geografica o è qualcosa di più? Forse un rovello continuo, una struggente amarezza, o forse è un “dolce” veleno che condisce di letterarietà le grigie e monotone giornate che ingabbiano le esistenze dei più? Così i venti componimenti di Mario Tornello che sono racchiusi sotto il titolo “L’isola della memoria” (Sciascia, 1984) costituiscono un itinerario sia temporale (1961 – 1983) che geografico (Palermo – Roma). I temi sono quelli che già erano nel Tornello pittore: quel ritmo ossessivo del tempo che diventa osservazione letteraria delle cose quel tempo che è per Tornello anche “il ritmo ossessivo della persiana/che non regge più/il grande rampicante” o diventa “collina nebbiosa del tempo” per consentire uno spazio al vivere da poeta, quel tempo ancora che “cuce le tele dei giorni”, quel tempo che, appunto, è tempo della memoria, tempo del trascorso”.



Pubblicato su “Bagheriainfo” n° 512 del 21.10.2012